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Merceds Classe B F-Cell - Fonte: Omiauto.it

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DUECENTO SANDWICHES ALL'IDROGENO.
Mercedes Benz lancia la Classe B F-Cell.
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Articolo pubblicato l'8 settembre 2009.

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Saranno sistemate nel pavimento a sandwich dell'abitacolo le celle a idrogeno che alimenteranno la nuova Mercedes Benz Classe B F-Cell. In questo modo non sarà sottratto spazio all'interno della vettura e la stabilità del baricentro resterà intonsa.

Il primo lotto sarà di duecento unità prodotte a partire dalla fine del 2009 e immesse sui mercati europeo e statunitense all'inizio del prossimo anno.

COME FUNZIONA?
L'idrogeno allo stato gassoso che si trova all'interno del serbatoio a celle reagisce con l'ossigeno presente nell'aria a 700 bar, producendo energia destinata ad alimentare il motore elettrico dell'auto. L'accumulo di energia elettrica spetta al pacco batterie agli ioni di litio, ubicate anch'esse all'interno del sandwich.

Le prestazioni dichiarate dell'auto, risultato di test su strada (4,5 milioni di chilometri percorsi con cento vetture), sono certamente interessanti e paragonabili alle prestazioni di un motore alimentato a benzina, da due litri.

136 CV di potenza, coppia massima 290 Nm, 385 Km di autonomia, tempo di rifornimento di tre minuti, 170 Km orari di velocità massima, sicurezza garantita nonostante l'esplosività dell'idrogeno (ottimi i risultati dei trenta crash test nei quali sono state introdotte nuove specifiche), accensione e funzionamento in ambiente con temperatura di -25°C, zero emissioni inquinanti. Dati di tutto rispetto che dovranno essere "sostenuti" dall'adeguamento della rete stradale internazionale, in fatto di punti di rifornimento. Daimler, di concerto con autorità californiane e delle città di Amburgo e Stoccarda, sarà impegnata nella realizzazione di una prima rete di punti di rifornimento per veicoli a idrogeno.

Il prezzo dell’auto? Impossibile reperire anche la più remota delle ipotesi (accoglieremo volentieri vostre notizie o supposizioni in merito).

 

SPERANZE E PREOCCUPAZIONI.
Con lo scopo di raccogliere i pareri di esperti e appassionati riguardo all’ultima nata di casa Mercedes, ci siamo tuffati nel mondo dei blog dedicati alle quattro ruote: è stata un'esperienza istruttiva.
Tra riscontri favorevoli, picchi di entusiasmo ed esternazioni dai toni apocalittici, abbiamo appreso che molti blogger sono preoccupati dai costi che l'idrogeno potrebbe raggiungere una volta preso il sopravvento sui carburanti tradizionali. Si teme una nuova dipendenza economica, cronica da carburante.

Accanto a queste non trascurabili preoccupazioni, emergono indiscutibili vantaggi legati alla tutela ambientale che deriva dall'assenza di emissioni nocive.

 

L'IDROGENO NON CRESCE SUGLI ALBERI.
L'idrogeno è un vettore energetico, non una fonte primaria. Ciò deriva dalla necessità di produzione per estrazione da differenti tipi di fonti: fonti fossili, acqua, processi industriali che generano idrogeno come sottoprodotto. Alcuni di questi procedimenti rischiano di contraddire la natura ecologica dell'idrogeno utilizzato come carburante perché prevedono l'utilizzo e la produzione di sostanze inquinanti o causano dispendi energetici. Tali contraddizioni possono essere aggravate dalle metodologie di trasporto "su ruota" della sostanza in forma liquida o gassosa.
 
L'Hydrogen Park di Marghera sottolinea che il trasporto dell'Idrogeno allo stato gassoso potrebbe avvenire tramite condotti sotterranei, simili a quelli utilizzati per i gas naturali, che dovrebbero essere... "modificate in relazione alla minore densità energetica e alla maggiore diffusione rispetto ad altri gas". Per dovere (e piacere) di cronaca, la missione dell'Hydrogen Park è... "di realizzare in Marghera attività dimostrative sulle varie possibilità di utilizzo dell’idrogeno, finalizzate ad acquisire tutte le informazioni utili per l'evoluzione delle varie tecnologie disponibili, e per la loro applicazione industriale o civile".

 

Le modalità di estrazione dell'idrogeno sono molteplici.

  • Steam Reforming o SMR (reazione tra metano - CH4 - e vapore in presenza di catalizzatori; tale metodologia ha come risultante la generazione di Idrogeno e CO2 che è poi assorbita o separata per mezzo di membrane).
  • Gassificazione (ossidazione parziale che produce un combustibile gassoso composto di idrogeno, ossido di carbonio e idrocarburi leggeri - metano - che possono essere purificati e riutilizzati come materiali grezzi o ai fini della combustione).
  • Pirolisi (decomposizione d’idrocarburi ad alta temperatura, in assenza di ossigeno, ma in presenza di un catalizzatore, il processo dà origine a idrogeno e nerofumo - polvere finissima di carbone, costituita al 95-99% da carbonio -, escludendo l'anidride carbonica: il processo prevede dispendio di energia che, se prodotta da fonti fossili, naturalmente, genera CO2).
  • Elettrolisi dell'acqua (processo economicamente dispendioso; consiste nella separazione dell'Idrogeno dall'Ossigeno per mezzo di celle elettrolitiche).
  • Processi industriali (gas residuali di diversi tipi di lavorazione sono fonte di grandi quantità d’idrogeno; si tratta di raffinazione del petrolio, produzione di cloro, acetilene, cianuro).

E' possibile ricavare Idrogeno anche tramite procedimenti che prevedano l’utilizzo di fonti rinnovabili, a basso costo.

  • Processi termochimici (estrazione di Idrogeno tramite calore da Biomasse, rifiuti e acqua).
  • Processi fitobiologici (da alghe e batteri).
  • Processi fotoelettrochimici (conversione di energia ottica in energia chimica in celle fotoelettriche)

L’idrogeno non cresce sugli alberi, ma è auspicabile che la sua produzione non danneggi questi ultimi …

Paola Uberti per Geco Termia s.r.l.

Fonti:
• Hydrogen Park;
• Energy Manager.net
• Ultimissimeauto.com
• Omniauto.it

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