Articolo pubblicato il 15 settembre 2009.
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Inizieranno nel 2010 i lavori d’installazione di quello che diventerà il più grande impianto fotovoltaico esistente al mondo, oggetto di un protocollo d’intesa tra il Governo cinese e First Solar Inc., azienda americana, leader nella costruzione di moduli fotovoltaici.
Duemila megawatt di potenza, circa sessantacinque chilometri quadrati di superficie occupata, fornitura di energia elettrica sufficiente per i fabbisogni di tre milioni di famiglie: i numeri del superfotovoltaico sono impressionanti.
Questo investimento, i cui particolari, specie per ciò che concerne i finanziamenti, non sono ancora noti, rientra nel programma del Governo Cinese che si pone l’obiettivo di abbattere la percentuale di energia elettrica prodotta da carbone (attualmente l’80%), raggiungendo, entro il 2020, la soglia minima del 15% di energia prodotta da fonti rinnovabili.
Mike Ahearn, amministratore delegato di First Solar ha ipotizzato che se il superfotovoltaico fosse installato negli Stati Uniti, i costi prevedibili potrebbero essere pari a cinque – sei miliardi di dollari.
L’impianto, dotato di moduli al tellururo di cadmio e moduli con tecnologia a film sottile, sarà installato a Ordos, in Mongolia. La chiusura dei lavori è prevista per il 2019, ultima di quattro fasi. Entro il 1° giugno 2010 dovrà essere completato un primo impianto da trenta megawatt, mentre il 2014 dovrà vedere la conclusione di altre due installazioni, rispettivamente da 100 e 870 megawatt di potenza.
L’azienda americana che fornirà i moduli fotovoltaici per il superfotovoltaico, uno dei più importanti produttori al mondo, ha già realizzato la più grande centrale elettrica fotovoltaica esistente, della potenza di 550 megawatt. L’installazione si trova a Topaz, California.
Lo slancio ecologista della città di Ordos non si fermerà all’energia fotovoltaica. E’ prevista la realizzazione d’impianti eolici, fotovoltaici, solari termici, a biomasse e a pompaggio idrico che produrranno un totale energetico di 11950 MW.
Queste installazioni entreranno a far parte del piano di sviluppo energetico del Paese che prevede 293 miliardi di dollari investiti tra il 2006 e il 2020.
L’impianto di Ordos diventerà un esempio di efficienza energetica e sostenibilità ambientale per tutto il mondo e affiancherà le città cinesi di Rizhao e Dezohu che a oggi si distinguono per aver largamente investito nell’energia verde.
Il 99% della popolazione di Rizhao (tre milioni di abitanti) utilizza l’energia solare per il riscaldamento dell’acqua che, fino a poco tempo fa, avveniva con metodi “arcaici”, utilizzando i fornelli. A Dezohu (cinque milioni di abitanti) il solare termico copre attualmente il fabbisogno del 90% dei cittadini.
Paola Uberti per Geco Termia s.r.l.
Fonti:
• The New York Times;
• nextville.it;
• rinnovabili.it;
• Il Sole 24 Ore.