Articolo pubblicato il 18 settembre 2009.
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A presentare l’anteprima mondiale del documentario, che sarà trasmessa via satellite in tutto il mondo, saranno Kofi Annan, gli attori Gillian Anderson e Pete Postlethwaite e i registi Franny Amstrong e Lizzie Gillet.
Presenti all’evento, con l’impegno di raggiungere con mezzi eco compatibili quali biciclette, skateboard, auto elettriche, barche, risciò, il cinema al centro di Manhattan dotato di pannelli fotovoltaici, saranno capi di stato, attivisti e celebrità.
Thom Yorke (Radiohead) è l’autore della colonna sonora che accompagnerà l’evento, durante il quale sono previsti collegamenti via satellite con gli scienziati che stanno lavorando sul ghiacciaio Petermann nel Mar Glaciale Artico e sui ghiacciai dell’Himalaya che si stanno ritirando con ritmi preoccupanti.
The Age of Stupid, questo il titolo dell’opera, è un drammatico documentario incentrato sui temi del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici. Proprio per gli argomenti che affronta è un “anticamera” ideale che anticipa la Conferenza Internazionale sul Clima che si aprirà a Copenhagen il 7 dicembre.
L’anteprima del documentario, sostenuto da Greenpeace, Friends of Hearth, WWF e Tck Tck Tck, rientra nel programma dell’ONU per la Settimana sul Clima.
L’anteprima di The Age of Stupid è candidata a diventare la première più vista e più ecologica della storia del cinema. Grazie alla tecnologia satellitare, sarà possibile trasmettere il medesimo evento multimediale in tutto il mondo. L’assenza di tradizionali pellicole, che richiederebbero di essere trasportate, permetterà di evitare l’emissione di CO2. Durante i tre anni di produzione sono stati presi provvedimenti, tra cui l’utilizzo di pannelli fotovoltaici, per ridurre al minimo l’impatto ecologico della lavorazione. Il risultato è stato che i 105 membri della produzione hanno lasciato un’impronta ambientale pari a quella lasciata da otto cittadini britannici o quattro americani, in un anno.
Franny Amstrong ci invita a riflettere su come ogni era, ogni generazione, abbia il proprio “evento epocale”, destinato a cambiare radicalmente il corso degli eventi. La regista parla di abolizione della schiavitù, di fine dell’Apartheid, dello sbarco sulla Luna e sottolinea che la nostra età, l’Era della Stupidità, è caratterizzata dalla responsabilità che pesa su ciascun individuo, dai capi di stato alla gente comune, riguardo al dovere di cambiare il modo di concepire l’ambiente e se stessi all’interno di esso. Siamo la discriminante fondamentale per la salvaguardia del nostro futuro. Sarebbe drammatico giungere un giorno a far propria la battuta dell’attore Pete Postlethwaite, tra i protagonisti: “Mi domando come mai non ci siamo salvati quando potevamo.”
In The Age of Stupid, Postlethwaite è un uomo solo e attempato che nell’anno 2055, guardando testimonianze video del 2008, fa ciò che sarebbe sano e utile facessimo tutti noi almeno cinque minuti al giorno: si sente parte di un’umanità…stupida.
Paola Uberti per Geco Termia s.r.l.
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Fonti:
- ageofstupid.net;
- grrenpeace.org;
- sloowfood.it
- wwf.it.