Articolo pubblicato il 4 maggio 2010.
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“Saltellare sul nastro trasportatore (di tratta in tratta come uno scoiattolo)”.
E’ questa la strategia di Jungo, iniziativa appoggiata dalla Provincia autonoma di Trento che trasforma l’autostop da pratica “fai da te”, sinonimo di libertà e indipendenza, a vera e propria rete di trasporti organizzata e sicura, con valenze mangiatraffico e salvapianeta e che permette ai passeggeri di muoversi senza ricorrere alla propria auto e agli automobilisti di guadagnare denaro destinato a rosicchiare i costi annui del carburante.
Parente stretto del car pooling, Jungo è stato concepito per sfruttare al meglio il “giacimento energetico” rappresentato dai posti vuoti sulle automobili che viaggiano nel traffico cittadino ed extraurbano. Cinque miliardi di euro l’anno: questo è il costo dei suddetti posti vacanti che, inutilmente, scorrazzano sulle strade italiane che Jungo definisce come una rete di nastri trasportatori collegati tra loro.
In Italia, cento automobili trasportano mediamente 120 persone e non le tre - quattrocento che potrebbero portare se i posti disponibili fossero occupati. Il nostro Paese vanta uno dei più alti tassi di motorizzazione d’Europa: 61,32 auto ogni 100 abitanti, contro la media europea di 46 automobili.
Punto cardine del funzionamento di Jungo è la sicurezza: gli autostoppisti che richiedono un passaggio lungo una tratta di loro interesse, sono dotati di una tessera di riconoscimento che attesta l’integrità della loro fedina penale e il fatto di non aver mai compiuto violazioni gravi del codice della strada. L’esibizione della tessera è il gesto attraverso il quale gli automobilisti, anch’essi dotati di questa forma di riconoscimento e disposti a offrire passaggi, riconoscono i potenziali passeggeri.
Prima di salire in auto l’autostoppista ha la possibilità di inviare un sms a un numero dedicato, collegato a un database cui possono accedere le forze dell’ordine, contenente il numero di targa e/o il codice Jungo dell’automobilista.
L’incentivo per gli automobilisti è il guadagno economico. I passeggeri, a fine percorso, versano denaro all’autista secondo il seguente standard: 10 centesimi di euro al chilometro più 20 centesimi di fisso.
Dopo due anni di sperimentazione, la provincia di Trento è entusiasta dei risultati raggiunti da Jungo.
Grazie all’adesione di numerosi automobilisti, i tempi di attesa dei richiedenti sono ridotti, spesso al di sotto dei tempi medi imposti dai mezzi pubblici.
Enrico Gorini, ideatore di Jungo, intervistato da Qualenergia, spiega che i tempi di attesa degli uomini, prima della sperimentazione, erano di 22,2 minuti, attualmente ridotti a 7,2 minuti. Le donne, invece, sono passate da 6 minuti a 2,3.
Il 12 giugno a Trento sarà organizzato un evento volto a promuovere Jungo e la sua diffusione in tutto il Paese: nella Provincia di Trento, adesso esistono 400 tesserati, oltre un centinaio nel resto d’Italia.
Perché il sistema possa funzionare al meglio, riducendo i tempi di attesa, e perché possa avere un significativo ruolo sulla riduzione dell’impatto ambientale del traffico nelle città e nei centri extraurbani, è necessario che la maggior parte della rete di “nastri trasportatori per persone” quali sono le strade italiane, veda un sempre crescente numero di tessere esibite lungo le strade.
Attraverso il sito di Jungo abbiamo provato a calcolare quale potrebbe essere il guadagno annuo ottenibile, inserendo i dati di chi scrive.
Con la mia auto percorro circa 15mila chilometri l’anno, dei quali un’alta percentuale è dedicata agli spostamenti da e per il posto di lavoro. Ipotizzando di trasportare un passeggero durante l’80% di questi viaggi verso il lavoro e ritorno, detraendo i costi degli sms per la sicurezza e il costo della tessera associativa, potrei ottenere un guadagno annuo di circa 836,25 euro che tamponerebbe i costi da me sostenuti per il carburante.
Considerando i benefici per l’ambiente, il vantaggio economico e le implicite occasioni di socializzazione, sulla base di un’iniziativa ripiena d’intelligenza e cultura civile e ambientale, viene voglia di…JUNGARE (termine tratto dal sito Jungo).
Paola Uberti per Geco Termia s.r.l.
Fonti:
- qualenergia.it
- jungo.it