Articolo pubblicato il 15 ottobre 2009.
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Vietato tenere l’acqua in bocca. E’ imposta la deglutizione (anche di abbondanti quantità) per poter parlare di un’iniziativa popolare che si è trasformata in un regolamento comunale: la messa al bando delle bottiglie di plastica contenenti acqua non gassata destinata al consumo dei cittadini.
Stiamo parlando dell’iniziativa di Bundanoon, 150 km a sudovest di Sydney, paese rurale di 356 abitanti.
Grazie all’intraprendenza e alla coscienza ambientale del commerciante locale Huw Kingston, nel mese di luglio è stata convocata un’assemblea cittadina durante la quale, con 350 voti favorevoli e due contrari (un consigliere comunale e il rappresentante di un’azienda produttrice di bibite, interessata a prelevare acqua da una fonte sotterranea della città), è stato deciso lo stop alla commercializzazione di acqua non gassata, contenuta in bottiglie di plastica.
Bundy (così è chiamata la città dei suoi abitanti) è diventato il primo comune australiano (e forse mondiale) senza bottiglie di plastica. All’iniziativa è stato dedicato un sito web www.bundyantop.com.au.
L’impronta ambientale dell’acqua in bottiglia, dovuta ai processi di confezionamento e al trasporto, è la ragione alla base di una scelta tanto radicale. I commercianti del paese possono compensare parzialmente le mancate vendite commercializzando bottiglie riutilizzabili che i cittadini riempiranno gratuitamente presso i distributori presenti lungo le strade e nella scuola locale, dai quali è possibile spillare acqua filtrata, proveniente da fonti locali.
I turisti sono esentati dall’obbligo di non utilizzare acqua confezionata, ma sono resi partecipi dell’iniziativa e delle ragioni che vi stanno alla base, nella speranza di una condivisione responsabile.
Il lancio ufficiale del programma è avvenuto il 26 settembre 2009 e ha destato l’interesse della stampa mondiale.
Bundanoon è stata finalista ai news.com.au Green Awards nella categoria Città Verdi (vinta da Salsbury), mentre il commerciante Huw Kingston è stato insignito del premio Eroe Verde per aver promosso l’iniziativa comunale presso i cittadini con entusiasmo e capacità.
Oltre a limitare l’impatto ambientale dei consumi cittadini di un genere di prima necessità, Bundanoon ha voluto che la filiera produttiva e commerciale dell’acqua fosse più razionale. Una società produttrice di acqua in bottiglia ha tentato di insediare nell’area cittadina uno stabilimento destinato a estrarre acqua dalle fonti. Acqua che sarebbe stata trasportata a Sydney, lavorata, imbottigliata e trasportata nuovamente verso Bundanoon per essere venduta e consumata. L’illogicità e l’impronta ambientale di una logica commerciale del genere ha spinto la città a decidere di tenere le proprie risorse idriche per sé e a metterle a disposizione dei propri abitanti.
In un’intervista pubblicata su un quotidiano australiano Huw Kingston ha dichiarato: “Mentre i leader politici combattono con i problemi del cambiamento climatico, non dimentichiamo che ciascuno di noi può fare la differenza a livello locale.”
Paola Uberti per Geco Termia s.r.l.
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Fonti:
- aamterranuova.it
- Ansa;
- Corriere della Sera;