Articolo pubblicato il 24 settembre 2009.
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I set d’innumerevoli film entrati nella storia del cinema americano, le lunghe e assolate strade che attraversano gli States, potrebbero scomparire.
Autostrade, interstatali, vie dei centri metropolitani, aree di parcheggio potrebbero spogliarsi del tradizionale asfalto e dotarsi di una copertura in grado di produrre energia elettrica in quantità sufficiente a superare di tre volte il fabbisogno degli Stati Uniti.
Il progetto è stato concepito da un’azienda americana privata che è stata sovvenzionata dal Dipartimento per i trasporti statunitense, con la somma di 100 mila dollari, cifra destinata alla realizzazione del prototipo di Solar Roadway, strada solare: settanta miglia di copertura stradale energeticamente efficienti ed eco sostenibili.
La pavimentazione stradale solare si costituisce di moduli delle dimensioni standard di quattro mq ciascuno, dotati di celle fotovoltaiche caratterizzate da un’efficienza del 15%, capaci di produrre 7,6 Kw di energia al giorno.
Oltre alla capacità di produrre energia elettrica per la distribuzione o l’immagazzinamento in apposite “stazioni di servizio”, i moduli sono dotati di un sistema di segnalazione luminosa a led e sono in grado di generare calore destinato a impedire l’accumulo di neve e ghiaccio che, oltre a creare problemi alla circolazione dei mezzi, impedirebbe il funzionamento delle celle solari.
La struttura di ciascun modulo è costituita da tre strati che assolvono ognuno una diversa funzione.
Lo strato inferiore ospita le componenti elettriche ed elettroniche. Lo strato intermedio è riguardato dalla presenza di celle fotovoltaiche, led, condensatori e microprocessori. La parte più esterna della struttura è composta di un materiale simile al vetro che permette il passaggio della radiazione solare ed è concepito in modo da garantire la presa degli pneumatici e da resistere al peso dei mezzi in transito.
Abbiamo visitato il sito dedicato a questo manto stradale rivoluzionario. Gli ideatori, a caccia di finanziamenti, ci informano che, se le strade degli Stati Uniti fossero ricoperte da quest’asfalto intelligente e amico dell’ambiente, (sarebbero necessari cinque miliardi di moduli), sarebbe possibile produrre una quantità di energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno dell’intero pianeta. In particolare, un solo miglio di strada ricoperto con 1760 Solar Road Panels produrrebbe l’energia necessaria a coprire le necessità di 500 famiglie.
Nello stesso sito web è possibile apprendere quali siano i benefici ambientali ed economici implicati dal ricorso alle Solar Roadways.
La produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica permette di rinunciare all’utilizzo di fonti fossili tradizionali.
Le Solar Roadways possono diventare un’intelligente, autonoma e decentralizzata griglia di produzione e distribuzione elettrica a scapito di centrali alimentate tradizionalmente o attraverso l’energia nucleare. I moduli stradali produrrebbero energia che sarebbe immessa in rete o accumulata laddove necessario.
L’autoproduzione di energia da fonte solare consentirebbe ai paesi che ancora dipendono dall’estero per l’acquisto di energia elettrica di essere completamente indipendenti, se dotati di una configurazione territoriale favorevole e di una rete stradale adeguata.
L’economia degli Stati Uniti potrebbe rivitalizzarsi; l’installazione di nuove centrali nucleari sarebbe scongiurata, quelle esistenti sarebbero dismesse.
Potrebbe essere realizzabile il conforto di popolazioni abitanti aree depresse del pianeta, attraverso la costruzione di strade solari, dove non esiste fornitura elettrica.
L’illuminazione a led dei moduli solari permetterebbe di rendere più sicure le strade soprattutto durante la notte (in Inghilterra, su un tratto di strada isolato, fornito d’illuminazione atta a segnare il tracciato, gli incidenti notturni sono calati del 70%).
L’assenza di pali e tralicci per la conduzione dell’energia avrebbe un positivo impatto ambientale a livello estetico.
Le Solar Roadways sarebbero altresì in grado di segnalare la presenza di animali sulla carreggiata, evitando il pericolo d’incidenti (negli USA, ogni anno, sono segnalati circa 400 milioni di animali morti, uccisi dagli automobilisti che, a loro volta, rischiano gravi conseguenze).
Infine, gli ideatori dei moduli solari stradali informano che, ipotizzando la diffusone di massa dell’asfalto solare negli Stati Uniti, i mezzi presenti nelle arterie stradali congestionate o nei parcheggi non arriverebbero mai a essere così numerosi da coprire una superficie di asfalto solare sufficiente a compromettere il rendimento energetico dell’intera rete.
I presupposti paiono essere incoraggianti, anche se, mai come in questo caso, è opportuno affermare che “la strada è ancora lunga”.
Paola Uberti per Geco Termia s.r.l.
Fonti:
- Ansa;
- punto fotovoltaico.it;
- solarroadways.com;
- terranews.it.