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NELL’OCCHIO DEL RI-CICLONE.
L’arte del riciclo investe il design.

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Articolo pubblicato il 16 ottobre 2009.

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E’ un acerrimo testa a testa. Digitando la parola “riciclaggio” in uno dei più utilizzati motori di ricerca del web, il riuso dei rifiuti e il lavaggio di denaro sporco si fanno la guerra a colpi di link.

Entrambi destinati a “ripulire”, l’uno il pianeta, l’altro le coscienze, questi concetti fanno propria l’azione del riutilizzo che è divenuta pane quotidiano per molti artisti e designer che hanno trovato nel riciclaggio di ogni sorta di materiale un meraviglioso catalizzatore della propria creatività.

Stupisce e meraviglia la quantità di soluzioni trovate dai creativi per ri-dare vita a carta, plastica, vetro e altri materiali, trasformandoli in oggetti utili, divertenti, geniali, bellissimi.

Il riciclo dei materiali, attraverso arte, tecnica e creatività, si spoglia definitivamente dell’idea che gli oggetti ri-creati appartengano a una “seconda classe”. La preziosità degli oggetti è trasfigurata, spostata concettualmente. Non risiede nei materiali di pregio o nei marchi blasonati, ma nell’idea dell’artista o del designer che ha saputo vedere in una materia prima destinata a utilizzi differenti una soluzione alternativa, filtrandola attraverso visionarietà, genio, creatività cui si associano, in molti casi, tecnica, abilità manuale, eccellenza artigiana.

Abbiamo costatato con entusiasmo che gli oggetti realizzati in materiali riciclati, destinati alle nostre case o al nostro abbigliamento, hanno ormai sfondato le mura della nicchia in cui hanno risieduto per molto tempo, dilagando a più livelli nella sfera commerciale e portando con sé non più solamente i concetti di oggetto alternativo, diverso, originale, ma, con potere didattico crescente, comunicando idee legate a un cambiamento radicale nell’approccio agli oggetti di uso quotidiano, ai materiali e alla loro estetica e funzionalità. Tutto ciò nel rispetto dell’ambiente e dell’economica globale di risorse e materie prime.

La coscienza collettiva non ha ancora parificato una borsa di Louis Vuitton a una in carta riciclata, per ciò che concerne il pregio dell’oggetto visto nella sua valenza “sociale”, di là dal valore effettivo dei materiali e della storia del marchio che l’ha prodotto, e forse un paragone di questo tipo sarebbe fuori luogo per la radicale differenza in fatto di contenuti etici, ma la scintilla è scoccata: il processo di diffusione degli oggetti in materiali ri-utilizzati non può che renderci felici.

E’ auspicabile che gli oggetti ottenuti da materie ri-nate non perdano mai, agli occhi di chi li acquista e utilizza, l’insita valenza didattica, relativa a temi ambientali ed energetici. Certo, tale auspicio è legato alla responsabilità dei fruitori.

Industria e artigianato, grandi e piccoli nomi, aziende e realtà commerciali italiane e internazionali si affiancano in quest’universo dei materiali ri-vitalizzati.

Sul piano industriale l’Europa ricicla il 54% dei rifiuti, mentre il 18% finisce nell’inceneritore. La quantità restante è destinata alla discarica. In Italia molte aziende si stanno attrezzando per entrare nel mondo del design-spazzatura (mai definizione fu più lusinghiera), rispettando i canoni dettati dal connubio qualità-creatività, come afferma Ermete Realacci del Pd in un articolo su Il Corriere della Sera del 17 aprile 2009.

Il design che prende le mosse da materiali riutilizzati riguarda sia il re-impiego di materie prime già destinate all’impiego industriale (plastica riciclata che dà vita ad altri oggetti di plastica), sia il recupero di materie il cui scopo originale è diverso da quello cui sono destinate una volta recuperate (i mobili realizzati con i cucchiaini di plastica dei distributori automatici di caffè). Quest’ultimo tipo di approccio alla ri-creatività è il tema che abbiamo voluto affrontare in questo articolo, riconoscendovi un’accattivante e stupefacente manifestazione di genio creativo che alcuni siti specializzati definiscono RI-USO piuttosto che RICICLO.

Abbiamo selezionato alcuni prodotti che, a parer nostro, coniugano intelligentemente creatività, utilità e una buona dose di sana e terapeutica fascinazione visiva.

Momaboma è una realtà commerciale consolidata che da anni produce artigianalmente borse, partendo da carta di riviste e rotocalchi del passato, pneumatici, dischi di vinile…con uno stile inconfondibile. Afferma Maurizio, fondatore e creativo: “La forza di Momaboma è questa: pretendere sfacciatamente di poter fare al contrario e di dimostrare che è possibile.  La nostra caratteristica non è solo il recupero dei materiali: è la totale assenza di fissità mentale. Incapacità di avere un approccio normale e insieme banale con le cose che ci circondano.”

Prorpietà MOMABOMA

Recycledbag è un’altra azienda italiana che realizza borse con “materiali riciclati dalla pubblicità e dalla rottamazione industriale automobilistica, con le cinture di sicurezza riutilizzate come tracolle, a ribadire che vanno sempre allacciate, anche per fare moda.”

Proprietà RECYCLEBAG

La svizzera Freitag riutilizza i teloni dei camion. Escama Studio commercializza borse ottenute dall’intreccio delle linguette di alluminio delle lattine.

Proprietà FREITAG

Branch, negozio online con sede a San Francisco, fondato da Paul Donald vende “design sostenibile per vivere”: oggetti per la casa e la tavola, accessori per l’abbigliamento… Abbiamo selezionato quest’azienda per l’approccio responsabile al concetto di shopping. Nella sezione Chi Siamo del sito web, il fondatore riflette sul fatto che “Siamo allevati per essere acquirenti” e sull’importanza dei risvolti etici e ambientali dei nostri acquisti.

Proprietà BRANCH

Ryan Frank realizza mobili ed elementi d’arredo con paglia pressata e stampelle porta abiti con carta riciclata.

Proprietà RYAN FRANK

I cartelloni pubblicitari si trasformano in sedie simili a origami, le Typo Chair, grazie alla creatività del designer Michael Bom.

Proprietà MICHAEL BOM

La boutique Eco Zen propone, tra altri prodotti, gioielli realizzati in vetro riciclato.

Proprietà ECO ZEN

Sono due artisti portoghesi, che si pongono l’obiettivo di “far sorridere la gente con il design delle proprie realizzazioni” ad aver concepito la Spoon Collection 09: una linea di complementi di arredo creati con le palette di plastica dei distributori automatici di caffè che, usati una sola volta, finiscono inevitabilmente tra i rifiuti.

Proprietà STUDIO VERISSIMO

Karin Frankenstein e Tomas Auran, con una miscela di argilla, sabbia e sterco di vacca, hanno realizzato la Cow Dung Lamp. Il materiale utilizzato è parte di antiche tradizioni costruttive ed è impiegato ancora oggi per risolvere problemi tecnici nei processi di realizzazione di elementi in ceramica.

Proprietà Karin Frankenstein e Tomas Auran

Trycicle Inc. propone un riutilizzo intelligente dei campioncini di tessuti di rivestimento e tappeti, dando vita a movimentate e colorate pareti divisorie per abitazioni e uffici.

Proprietà TRYCICLE Inc

ArTecnica, azienda fondata dall’architetto Enrico Bressan, ha ideato il progetto Design with Conscience: ammirevole iniziativa che unisce valori etici, riuso dei materiali, design e creatività. L’idea di Bressan è di promuovere la collaborazione tra designer del calibro di Tord Boontje e Hella Jongerius e artigiani di paesi in via di sviluppo (Brasile, Perù, Guatemala…). Gli oggetti decorativi della linea TranSglass sono ottenuti da contenitori in vetro riutilizzati e sono lavorati in Guatemala, dove il vetro è un materiale di difficile reperibilità, dedicato ai più abbienti e destinato a finire nella spazzatura, una volta utilizzato. Attraverso forme seducenti e affascinanti il materiale manifesta il proprio potenziale estetico, una volta passato attraverso la creatività dei designer e le mani abili degli artigiani. I pezzi unici sono oggi parte della collezione permanente del MoMA di New York.

Proprietà ArTecnica

Non possiamo concludere questo breve viaggio nel mondo delle materie ri-vitalizzate senza evidenziare il dilagare del cartone riciclato nel settore dell’arredamento. Il materiale che per molto tempo ha rappresentato surrogati, imitazioni e oggetti di scarso valore, è, finalmente, in corso di riabilitazione.

Dobbiamo aspettarci il lancio di una valigia di cartone, tenuta assieme dallo spago, a marchio Hermès?

Paola Uberti per Geco Termia s.r.l.

Link utili relativi all'articolo (in ordine di citazione):

Fonti

  • Corriere della Sera;
  • matrec.it
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Articolo pubblicato il 16 ottobre 2009.
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